Accogliere in famiglia una persona che soffre di disturbo psichico per migliorare le sue condizioni ma anche quelle della famiglia ospitante. E’ questo lo scopo del progetto Iesa, che per i 12 anni del suo percorso lancia un video con testimonianze e racconti.
MODENA – Accettazione, accoglienza ed affetto. Sono queste le parole che contraddistinguono il progetto Iesa, inserimento etero famigliare supportato per adulti. In termini più semplici: un’accoglienza di pazienti con disagi psichici in una famiglia diversa da quella d’origine. Un percorso iniziato a Modena 12 anni fa, su iniziativa dell’Organizzazione di Volontariato “Rosa Bianca”. Dal suo avvio ad oggi il Team Operativo ha incontrato oltre 90 famiglie candidatesi per l’accoglienza e circa 75 candidati ospiti. Sono 35 i progetti di convivenza attivati, per la maggior parte in modalità part-time, di cui 9 in corso ed uno in partenza. L’idea alla base è che l’incontro tra umanità sia una risorsa e un’opportunità per migliorare la qualità delle proprie vite e acquisire benessere. Per narrare i primi 12 anni di vita del progetto IESA, è stato realizzato un video intitolato “12 Anni Matti”, che sarà presentato il prossimo 4 dicembre presso il Teatro Tenda.